STATUTO DELLA CARITAS DIOCESANA

STATUTO DELLA CARITAS DIOCESANA

NATURA

La Caritas è anzitutto organismo pastorale, al servizio della crescita della Chiesa.
Nasce dalla volontà della Chiesa di darsi una crescente coscienza e consapevolezza in ordine al Vangelo della carità.
Come organo pastorale della Chiesa Particolare, approfondisce le motivazioni teologiche della diaconia della carità al fine di promuovere, coordinare e valorizzare molteplici energie e rendere testimonianza della carità della comunità ecclesiale locale, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica. Realizza le finalità di promozione e di coordinamento proprie della Caritas e promuove le Caritas parrocchiali.

COMPITI

Sono i seguenti:

  • educare le coscienze ai fondamentali valori umani e cristiani, attraverso la sensibilizzazione delle comunità cristiane alla riconciliazione, alla pace, al servizio, nell’ottica del “dono sincero di sé” (Giovanni Paolo II);
  • favorire la diffusione di stili di gratuità, di pacificazione, di responsabilità verso ogni creatura, tenendo sempre chiaro il primato della persona;
  • promuovere nella Chiesa Particolare l’animazione del senso della carità verso le persone e le comunità in situazioni di difficoltà, e del dovere di tradurlo in interventi concreti con carattere promozionale e, ove possibile, preventivo;
  • curare il coordinamento delle iniziative e delle opere caritative e assistenziali di ispirazione cristiana;
  • organizzare, indire e coordinare interventi di emergenza in caso di pubbliche calamità, che si verifichino nel territorio diocesano; inoltre può partecipare e collaborare in interventi di emergenza di pubbliche calamità in Italia e all’estero;
  • in collaborazione con altri organismi di ispirazione cristiana:
      1. realizzare studi e ricerche sui bisogni per aiutare a scoprirne le cause, per preparare piani di intervento sia curativo che preventivo, nel quadro della programmazione pastorale unitaria e per stimolare l’azione delle istituzioni civili ad una adeguata legislazione;
      2. promuovere il volontariato e favorire la formazione degli operatori pastorali della carità e del personale di ispirazione cristiana sia professionale che volontario impegnato nei servizi sociali, sia pubblici che privati, e nelle attività di promozione umana;
      3. contribuire allo sviluppo umano e sociale dei paesi del terzo mondo nell’ottica dell’educazione alla Pace e alla Mondialità;
  • assumere come centrale e costante la dimensione formativa con un particolare sostegno adeguato:
      1. ai sacerdoti, in ordine alla pastorale della carità;
      2. ai religiosi e religiose, per sostenere una fedeltà dinamica al carisma di fondazione;
      3. ai laici in rapporto alle scelte familiari, professionali, sociali e politiche;
  • organizzare seminari, conferenze, convegni, per una riflessione teologica sulla carità, in vista di una sensibilizzazione del mondo ecclesiale, sociale e civile;
  • far conoscere a tutta la comunità le situazioni di sofferenza e di bisogno, stimolare all’impegno generoso e, soprattutto, a far diventare le sofferenze di alcuni problema di tutti. (Don Tonino Bello)
ORGANI

Sono:

  • il presidente;
  • il direttore;
  • la direzione;
  • la giunta direttiva;
  • il consiglio.
IL PRESIDENTE

 Il presidente è il Vescovo della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e i suoi compiti sono:

    1. rappresenta legalmente la Caritas diocesana;
    2. nomina il Direttore della Caritas diocesana;
    3. convoca e presiede le riunioni del consiglio diocesano;
    4. approva il piano di copertura economica del programma annuale di attività e il bilancio annuale consuntivo, sottoposto alla direzione, alla giunta e al consiglio;
    5. tiene contatti con la Conferenza Episcopale Italiana, con l’assemblea generale della C.E.I., con la Conferenza Episcopale Toscana, ogni volta che ne è richiesto e egli stesso lo ritenga opportuno;
    6. può delegare al Direttore specifiche funzioni del Presidente;
    7. nomina, su consiglio e proposta del Direttore e sentito il parere della Giunta, uno o più vicedirettori;
    8. nomina, su proposta e consiglio del Direttore, i membri della Giunta e del Consiglio, assegnando gli incarichi specifici;
    9. in caso di dimissioni di uno o più componenti della Giunta o del Consiglio, provvede a nominare il/i sostituto/i.
IL DIRETTORE

Il direttore viene nominato dal Vescovo e dirige il lavoro ordinario della Caritas diocesana e esercita le funzioni anche rappresentative a lui delegate. Inoltre ha i seguenti compiti:

    1. convoca e presiede la Giunta diocesana;
    2. propone al Presidente la nomina del/dei vicedirettore/i e dei membri della Giunta e del Consiglio;
    3. rappresenta la Caritas diocesana, come membro di diritto, all’interno del Consiglio Pastorale diocesano;
    4. tiene contatti con gli uffici pastorali diocesani e rappresenta la Caritas nelle riunioni pastorali, vicariali e di zona;
    5. rappresenta la Caritas diocesana nel rapporto con gli enti locali, le istituzioni locali e la società civile;
    6. partecipa alle riunioni della delegazione regionale toscana;
    7. presenta, sentito il parere e il consiglio del tesoriere, il piano economico annuale di attività e il bilancio annuale preventivo e consuntivo;
    8. è responsabile dell’attività politico-programmatica della Caritas.

Inoltre il direttore è chiamato a:

    1. dar vita a una rete di collaborazioni, individuando persone idonee secondo i vari settori e ambiti in cui la Caritas si articola;
    2. sviluppare un rapporto intelligente e in linea con le finalità della Caritas con il mondo sociale e civile del territorio diocesano.

Il direttore è coadiuvato da uno o più vicedirettori, nominati dal Presidente, su consiglio e parere del Direttore.

Il vice-direttore:

    1. collabora con il direttore nella promozione, coordinamento e gestione delle attività proprie della Caritas diocesana;
    2. in specifico ha una duplice funzione sia istituzionale che tecnico-operativa;
    3. è designato a sostituire il direttore in caso di assenza per gestire l’ordinaria amministrazione;
    4. per settori specifici e di particolare rilievo tematico possono essere nominati più vice-direttori.
LA DIREZIONE

 La Direzione opera secondo le direttive programmatiche delineate dalla Giunta e dal Consiglio. La Direzione è costituita:

    • dal Direttore;
    • dal/dai Vicedirettore/i;
    • dal Segretario Amministrativo.

I compiti della direzione sono:

    • aiutare il Direttore nel compito che quotidianamente gli compete;
    • attuare il programma delineato dalla Giunta.

Il Segretario Amministrativo è membro della Giunta.

I compiti del Segretario Amministrativo sono:

    1. gestisce il patrimonio e i fondi della Caritas diocesana, e i contributi a essa comunque provenienti, secondo le direttive della direzione;
    2. redige il piano di copertura del programma annuale e il bilancio consuntivo;
    3. provvede alla gestione delle offerte che la Caritas diocesana riceve, notandole nei registri della contabilità.
LA GIUNTA DIRETTIVA

 La Giunta direttiva è composta da non meno di 7 membri, in base ai settori specifici di impegno di cui è strutturata la Caritas diocesana, nominati dal Presidente su proposta del Direttore. I membri della Giunta scelti fra sacerdoti, religiosi, laici, che abbiano particolari competenze, esperienza e condividono le finalità proprie della Caritas e i valori della Chiesa.

Ha i seguenti compiti:

    1. stabilisce il programma di attività e le linee generali, gli obiettivi e le finalità da perseguire annualmente;
    2. dà indicazioni sul programma delle attività e verifica il lavoro dei settori di servizio;
    3. approva il piano economico annuale di attività e il bilancio annuale preventivo e consuntivo.

La Giunta ha validità per la durata di 5 anni dal decreto di nomina del Presidente e i componenti possono essere riconfermati. I membri della Giunta possono essere sostituiti in caso di dimissioni di uno o più componenti.

IL CONSIGLIO

Il Consiglio è composto da un numero di membri non inferiore ai 25, nominati dal Presidente su proposta e consiglio del Direttore. I membri del Consiglio sono scelti fra sacerdoti, religiosi e laici espressione delle 7 zone pastorali, vicariati e espressione degli uffici pastorali diocesani. Fanno parte del Consiglio anche i membri della Giunta.

Ha i seguenti compiti:

    • è convocato dal Presidente, almeno tre volte nel corso di un anno;
    • consiglia la Giunta e il Direttore sul programma di attività e gli obiettivi che la Caritas diocesana intende perseguire annualmente;
    • prende visione del bilancio annuale consuntivo;
    • riporta in Consiglio i bisogni del territorio diocesano e in relazione ad essi consiglia la Giunta ad operare per promuovere un programma di intervento.

Il Consiglio ha validità per la durata di 5 anni dal decreto di nomina del Presidente e i componenti possono essere riconfermati. I membri del Consiglio possono essere sostituiti in caso di dimissioni di uno o più componenti.

LA GESTIONE DEI SERVIZI

La Caritas diocesana, nel caso in cui dovesse farsi carico direttamente e in via provvisoria di servizi da gestire, dovrà seguire alcuni criteri imprescindibili:

    • un tipo di intervento che mette al “centro” la promozione della persona umana, che ricerca le cause dei problemi, che coinvolge le strutture pubbliche e chiama in causa politici, enti locali, forze sociali;
    • servizi come “opere segno”: segno per i poveri di un Dio che è amore, accoglienza e perdono; segno per i cristiani di come esser fedeli al Vangelo; segno per il mondo di che cosa sta a cuore alla Chiesa;
    • promuovere la nascita di servizi in base ai reali bisogni del territorio diocesano e affidarli alla gestione diretta di associazioni e/o cooperative o altre forme di gestione di emanazione della Chiesa locale e/o di ispirazione cristiana, tramite stipula di apposite convenzioni.
FINANZIAMENTO

La Caritas diocesana trae i mezzi economici per il raggiungimento dei fini statuari:

    1. dalle offerte raccolte nelle forme che risultano più opportune;
    2. da eventuali donazioni e oblazioni di enti e/o persone;
    3. da eventuali contributi provenienti dal privato sociale e/o dagli enti pubblici locali, nazionali e internazionali;
    4. dall’8 per mille della Chiesa locale diocesana.